
Le regole sociali sono normalmente riconosciute e accettate da tutti per una forma di quieto vivere che noi chiamiamo normalità. Tali regole possono essere modificate fino a trasformarle totalmente, attraverso la manipolazione sociale. Generalmente possiamo definire “regole sociali” quell’insieme di regole finalizzate alla tutela di interessi diffusi, intesi come il rispetto e la tutela di un bene comune, ascritto alla collettività e per la tutela del quale tutti, o comunque la maggior parte dei consociati, contribuiscono alla sua difesa (esempio; l’ambiente)
La società è sempre conseguenza delle esperienze sociali, ed appare come il risultato delle evoluzioni politiche, spesso conseguenti a rivoluzioni varie che avvengono prima a livello intellettuale, mediante un processo di confronto, apprendimento e insegnamento, e solo successivamente divengono dottrina.
L’intero processo, opportunamente ordinato e organizzato, scaturisce infine nelle così dette “regole sociali”; che a null’altro servono se non a fornire la direzione, “l’impronta”, dell’intero processo sociale.
Alla base dell’ordinamento vi è quindi un interesse comune consistente nel rispetto di tali regole; tutti, bene o male, riconosciamo l’importanza di avere un ordinamento giuridico che tenga in considerazione i diritti sociali imponendo quei doveri finalizzati al rispetto di tali diritti. L’interesse comune viene di norma tutelato attraverso tali regole che si diramano dalle norme giuridiche alle consuetudini. I comportamenti da adottare, scaturiscono da una sorta di consapevolezza circa la loro importanza, ed è quindi fondamentale apprendere il valore di tali regole.
Proprio perché la società si evolve di continuo, anche le regole sociali non possono essere fisse e immutabili, ma si modificano nel tempo mediante influenze esterne che, come vedremo qui di seguito, appaiono spesso tutt’altro che spontanee. Tali influenze sono alla base dei cambiamenti sociali e, conseguentemente, delle norme che le regolano.
Alla luce di quanto detto fino ad ora, appare evidente come i comportamenti sociali, sublimati dalle norme, scaturiscano dall’indottrinamento alla base dell’intero processo. Secondo tale principio nessun cambiamento sociale sarebbe spontaneo, piuttosto, ogni cambiamento è frutto di un processo sociale pianificato.
Esiste pertanto la possibilità di “plasmare i comportamenti sociali” orientando le popolazioni ovunque si desideri?
Immaginiamo che esista un’organizzazione che per principi propri, intende porsi a capo dell’intera umanità e condurla verso il proprio Credo, attraverso una serie di condizionamenti sociali e intellettuali, facendo apparire dal nulla una serie di bisogni finalizzati a creare delle reazioni sociali pianificate e propedeutiche a pilotare l’intera umanità, tanto da evitare che questa percepisca anche solo il sentore di essere manipolata ma piuttosto si senta libera di esprimersi seguendo quello l’inganno di una falsa libertà. Ciò in quanto l’esperienza ha più volte insegnato che qualsiasi imposizione nota alle popolazioni conduce alla loro ribellione al sistema.
Appare chiaro quindi che il condizionamento sociale, laddove non possa essere mascherato da “spontanea conseguenza sociale dettata dall’evoluzione umana”, debba apparire una necessità dettata da forza maggiore, un sacrificio temporaneo necessario a scongiurare ulteriori pericoli. Nessuna costrizione potrebbe essere imposta dichiaratamente con la forza per motivi politici ma, come abbiamo recentemente visto in occasione del Lockdown del 2020, può scaturire per salvaguardare incolumità collettiva, in una sorta di stato di emergenza che sospende “temporaneamente” i diritti sociali. D’altro canto sono molte le popolazioni occidentali, provenienti dal c.d. “sogno americano”, a protendere ad una sorta di progresso sociale inteso quale benessere personale sotto ogni aspetto (salutistico, libertà personale, economico, ambientale, ecc…) dopo essere state opportunamente indottrinate all’anarchia camuffata da libertà. Tornando all’ipotetico gruppo elitario con velleità di dominio mondiale, uno dei problemi di non poco conto, sarebbe quello di fare accettare ad intere popolazioni il dominio totale e incondizionato, con conseguente perdita dei diritti sociali; un cambiamento che avrebbe finalità diametralmente opposte rispetto a quelle dell’attuale diritto.
Ma non basta. Se questa Elite intendesse soltanto prendere il comando del sistema sociale, non sarebbe forse neppure necessario sovvertire l’etica comunemente accettata del buon costume e del buon senso. Ma considerato lo sforzo di un cambiamento totale degli usi, costumi, idee; questa Elite ha evidentemente obiettivi molto più profondi: conseguire il controllo totale di tutto il genere umano per apportarvi un cambiamento radicale; un cambiamento che, dal modo di ragionare proceda fino alla fisiologia stessa dell’essere umano (possibilità di manipolazione dei caratteri ereditari agendo direttamente sul DNA); tutto ciò al fine di comandarla incondizionatamente stabilendo ogni minima azione di ogni singolo individuo.
Come farebbe questo gruppo a raggiungere un obiettivo talmente ambizioso?
L’intero piano non solo si dovrebbe compiere tenendo l’intera popolazione all’oscuro di tutte le fasi criminose ma, cosa ancora più difficile, dovrebbe essere proprio la stessa popolazione ad accettare spontaneamente i cambiamenti sociali imposti, rinunciando di propria volontà ai diritti faticosamente acquisiti nel corso dei secoli. Sotto tale aspetto è oltremodo evidente come l’Elite non potrebbe assolutamente conseguire il controllo totale dichiarandosi apertamente al mondo, ne tantomeno manifestando i propri intenti; ciò rappresenterebbe un vero e proprio suicidio dal momento che l’intera popolazione insorgerebbe da ogni dove impedendo così la realizzazione dell’intero progetto.
Si rende quindi necessario mettere in campo la strategia dell’inganno, della menzogna, del doppio gioco.

Dal controllo politico a quello dell’informazione
L’Elite del nostro ragionamento, dispone di una serie di strategie finalizzate a creare i presupposti per i necessari “colpi di assestamento”, indispensabili questi ultimi per direzionare l’orientamento sociale incanalando le popolazioni verso la strada del totalitarismo; cioè portare le masse al controllo incondizionato sotto la loro egida.
La stessa Elite dispone adesso di Fondi finanziari pressoché illimitati, frutto di operazioni di infiltrazione dei propri agenti nel mondo della finanza e dell’economia, durato secoli.
Questi infiltrati avrebbero operato mantenendo un profilo basso, creato i necessari presupposti normativi, secondo una strategia ben definita dove gli interventi finanziari sono successivi ai presupposti legislativi che, nel corso del tempo e attraverso una pianificazione durata generazioni, hanno consentito di ottenere quelle indispensabili basi finanziarie necessarie per introdurre le crisi economiche dalle quali, sempre secondo i presupposti da loro creati, si poteva uscire soltanto attraverso l’apertura di prestiti, chiaramente erogati da soggetti finanziari sotto il loro controllo, attivando un circolo vizioso che portava al controllo dell’economia nazionale dei singoli stati assoggettati a questa forma di usura legalizzata.
Tutto ciò sarebbe stato denunciato (e vi sono diversi casi di denuncia in tal senso), ma anche questo aspetto è stato sapientemente anticipato nella fase della pianificazione.
La storia – e soprattutto la cronaca – ci hanno insegnato che per mettere a tacere un singolo soggetto, sovente i malfattori ricorrevano alla corruzione, poi al ricatto e, in casi estremi, all’eliminazione fisica. Al giorno d’oggi, la strategia comunemente accettata è il discredito, vale a dire mettere alla berlina un soggetto latore di verità scomode a quel dato “Sistema”, in modo tale che questi pur sostenendo con i fatti la verità, non abbia un seguito tale da costituire una minaccia.
I vari sistemi per contenere la verità, possono e sono spesso integrati tra loro. Ultimamente, tra le soluzioni attuate vi è quella del «surplus dell’informazione». Disponendo infatti di numerosi strumenti di informazione tecnologica e controllo sociale, è bastato fornire la possibilità ad ognuno di poter esprimersi in ogni campo dello scibile umano potendo fare informazione anche su argomenti riguardo i quali, il più delle volte, si possiede una conoscenza superficiale. Non va inoltre dimenticato che, in tale scenario, va attribuita proprio all’Elite la creazione ed il controllo del “Quarto potere”, un potere attraverso il quale i mass media riescono a gestire e influenzandole intere popolazioni, arrivando a definire “fake news” informazioni veritiere ed a imporre le loro “fake news” spacciandole per vera informazione.
Ma la confusione non è mai abbastanza così, per dirla come l’artista Andy Warhol al quale è stata attribuita la frase: «in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti», si è pensato bene di dare la possibilità ad ogni persona dotata di un PC, o di un cellulare connesso ad internet, di dare la propria versione in merito a qualsiasi discussione. Esperti o meno, in buona fede o meno, disinformati o “Troll”, non importa, il dato che emerge dai Sociale è chiaramente un surplus di informazione spazzatura che si va ad aggiungere alle troppe informazioni contrastanti su argomenti troppo importanti per non essere attenzionati. Il risultato è generare confusione e indecisione.
I presupposti per giungere al dominio dei social sono stati coltivati attraverso l’idea di esasperare l’importanza delle telecomunicazioni (vedi internet), applicando tecnologie sempre più invasive sulla privacy dell’individuo. Anche questa strategia è propedeutica ad un controllo totale, fare accettare come idea normale l’archiviazione di ogni nostro dato rendendolo disponibile ad altri a prescindere dalla favoletta relativa al consenso. Infatti basti considerare che in un mondo dove la tecnologia ha ormai assunto un’importanza esasperata, ed esasperante, il singolo individuo accetta senza troppo pensarci le regole della privacy, per mantenere lo stesso livello di accesso ai servizi informatizzati, che lo mette in pari con gli altri.
I cambiamenti non si fermano a questo.
Non sarebbe infatti una novità, considerando che da sempre i regimi utilizzano l’informazione, quella con la “I” maiuscola, per generare tendenze sociali influenzando i comportamenti delle popolazioni; ed anche se il progresso tecnologico ha reso infinitamente più invasivo tale processo di controllo, in linea teorica il concetto resta comunque invariato.
Questo piano elitario va però oltre ogni strategia finora applicata dal momento che ha introdotto un elemento nuovo: il transumanesimo, che dietro la facciata presentataci quale miglioramento dell’essere umano, cela un controllo intrinseco dello stesso. Un controllo talmente intimo all’individuo da renderlo in perenne conflitto con se stesso.
Ecco quindi alcuni, non tutti, degli ingredienti utilizzati per giungere al controllo totalitario. Ma gli ingredienti da soli non bastano occorre una ricetta altrettanto efficace, che rigidamente eseguita può portare al compimento dell’impensabile: assuefare una popolazione di circa 7-8 miliardi di persone a decidere la propria autodistruzione. [CONTINUA]
