Navigando nella tempesta dell'Inganno, per giungere infine al porto della Verità
Chi accetta la sfida della ricerca della verità è come una nave in tempesta. Occorre uscirne per non affondarvi dentro.

Era l’ottobre del 2008 quando sulla piattaforma Jimdo apparve “Storiadossier – il sito di informazione e cultura libero e indipendente”; progetto il cui obiettivo è sempre stato la ricerca e condivisione della verità attraverso il libero confronto. Ripercorro in questo “Diario di Bordo” la storia dell’intero Progetto, oggi approdato a misterydossier.eu

Sono sempre stato appassionato di misteri e incuriosito dagli avvenimenti – prevalentemente di guerra – che hanno costellato la storia dell’umanità, fin da bambino ho nutrito una sincera passione e curiosità per gli eventi storici che, nonostante tutto, mi pervade ancora a 48 anni. Ne avevo soltanto 8 di anni quando nell’ormai lontano 1982, ricordato dalla maggior parte degli italiani per la vittoria dei mondiali di calcio, iniziavo ad appassionarmi ai misteri.

Andando indietro nel ricordo, fu in particolare una trasmissione che, se non sbaglio, andava in onda su Rai 2 nel primo pomeriggio, dal titolo “That’s Incredible” ( in italiano “Incredibile ma vero”), ad avermi incuriosito, avviandomi nel mondo del Mistero.

Lo show, se non ricordo male, andava in onda sulla seconda rete – Rai 2, nel primo pomeriggio intorno alle 14; ero letteralmente affascinato soprattutto dagli argomenti misteriosi che trattavano le origini dell’uomo, ma non solo. Erano in prevalenza quegli argomenti che nel corso della mia vita tornai a rinvenire più volte su riviste, trasmissioni, libri e articoli di blog, e che divennero delle vere e proprie icone del mistero sulle origini dell’Umanità. Trilobiti calpestati da impronte umane e bisonti colpiti alla testa da una fucilata 70.000 anni fa, pervadevano la mia mente infantile e scatenavano la mia fantasia di bambino su 100, 1000 mondi possibili dove l’uomo era soltanto una delle tante forme energetiche senzienti. Cominciava così la mia passione per l’ignoto, una passione che nel tempo è maturata ma è rimasta sempre accesa.

Andando avanti nel tempo costellai le mie infantili conoscenze su argomenti come UFO, fantasmi e origini misteriose dell’uomo, di un nuovo argomento: il cristianesimo. Il primo impatto lo ebbi con il cattolicesimo, che fino ad allora aveva avuto un ruolo estremamente marginale nella mia vita. Accade così e non a caso che pochi anni dopo, verso la fine degli anni ’80, conobbi le comunità neocatecumenali. Per un curioso caso del destino una collega di mio padre ne faceva già parte, così accadde che una sera di sabato venni coinvolto “tout court” in quella che sarebbe diventata la fase propedeutica al mio interesse per la religione, non prima di aver vissuto varie vicissitudini che avrò modo di raccontare, soltanto a chi sarà curioso di conoscerle, nel corso di questo “Diario di bordo”. In ogni caso, la passione e la curiosità mi portarono molto presto ad iniziare uno studio su tali argomenti che mi condurrà progressivamente all’esigenza di verificare i fatti di cui man mano venivo a conoscenza.

Durante la mia adolescenza ero solito, là dove mi era possibile farlo, condividere le informazioni che traevo dai vari Show e da qualche rivista scandalistica come la famigerata “Cronaca Vera”, che all’epoca mi capitava di trovare spesso tra le pile di giornali che affollavano i tavolini dei saloni da barbiere. Confesso che era la rivista che leggevo molto di più per gli articoli scandalistici a sfondo sessuale che, complice la pubertà in arrivo, attraevano particolarmente la mia curiosità, che per altro. In ogni caso, questo giornale, sovente venivano pubblicati anche articoli riferiti a misteri sull’origine umana piuttosto che sugli UFO e, più in generale, sul mondo del paranormale. Molto presto mi accorsi che quando condividevo queste informazioni in una discussione con amici, non sempre i miei interlocutori erano in linea con tali teorie; anzi, molto spesso si innescavano delle vere e proprie discussioni il cui esito mi lasciava particolarmente perplesso.

Proprio per questo, per poter comprendere se queste teorie poggiassero su una base di concretezza, o fossero solo i deliri a cui veniva dato ingiustamente spazio la stampa, magari perché l’argomento incuriosiva e, di conseguenza, vendeva, iniziai a cercarne il fondamento.

Avevo non più di 14 anni, ed avevo pochi riferimenti dal momento che, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, internet era per me un perfetto sconosciuto.

Potevo affidare quindi le mie misere ricerche unicamente ha qualche libro acquistato nelle bancarelle, o preso in prestito da qualche amico.

Fu agli inizi degli anni ‘90 che l’interesse per il mistero si riaccese in me con ritrovato fervore. Ad onore del vero fu mio padre, dal quale ereditai un’innata curiosità, a supportarmi in questa ricerca così come in tante altre attività.

Io e Lui eravamo uniti da una sana curiosità per argomenti poco noti e di frontiera. Pertanto acquistava diverse riviste oggi introvabili, specializzate in inchieste di frontiera. Gli anni ‘90 rappresentano anche il mio primo incontro con la biblioteca comunale, nonché il mio primo approccio ad internet.

Riviste specializzate (focus, Newton, Storia Illustrata, Historia, Il giornale dei Misteri), libri e articoli su internet, furono l’innesco che ravvivarono la mia passione per quella che mi piace definire la “conoscenza non convenzionale” il cui interesse avevo manifestato fin da bambino, ma questa volta in modo più maturo e con un primo seppur grossolano approccio professionale.

Cominciai ad apprezzare il valore dell’indagine come metodo di studio e ricerca finalizzato a conoscere le basi, le fondamenta di una teoria, a prescindere dall’argomento trattato.

Che si trattasse di religione, storia, archeologia, paleontologia, geologia od altro, l’approccio era sempre lo stesso: Ricercare oggettivamente le fonti poste alla base della teoria in esame, senza il minimo pregiudizio riguardo i risultati ottenuti.

Questo era, ed è tutt’oggi, a mio modesto avviso, l’unico metodo teso alla ricerca sincera della verità, che possa in qualche modo avvicinarci di più ad essa. Con questo metodo le discussioni che all’inizio del mio percorso mi vedevano soccombente per carenza di argomenti e in definitiva di conoscenza, ora portavano spesso i miei interlocutori a ritirarsi sulle classiche posizioni imbarazzate della serie “non ci credo perché non è possibile”, oppure “questo la televisione non lo ha mai detto”.

A ben pensarci oggi comprendo che tali effimere scuse erano per la maggior parte delle volte frutto di un’istruzione scolastica spesso altrettanto traballante e superficiale; e non è affatto un caso che su tali basi superficiali e di parte, oserei dire propagandistiche, la scuola abbia indottrinato, permeato e plasmato la maggior parte della popolazione, ma questo sarà un altro argomento per “Diario di bordo”.

Tornando all’argomento, alla base della ricerca, fine ultimo dell’intero Progetto, vi è la genuina e sincera volontà di protendere verso la verità, senza pregiudizi e senza compromessi. Fu proprio per questo motivo che ho sempre cercato di correlare i miei articoli con i necessari riferimenti bibliografici, proprio poiché il fine non è quello di contendere la ragione ma rinvenire la verità dei fatti. [Continua…]